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Sono ormai molti i sistemi di cassaforma per solai che permettono il disarmo parziale prima dei 28 giorni necessari alla completa maturazione del calcestruzzo. Il concetto di disarmo anticipato è nato più di 20 anni fa in Europa, la Spagna fu il primo Paese a introdurlo. Attualmente è ormai una pratica molto diffusa nelle costruzioni in calcestruzzo armato, permettendo infatti di recuperare gran parte del materiale di casseratura del solaio dopo pochi giorni dal getto, senza dover aspettare i 28 giorni canonici di completa maturazione del calcestruzzo.

Ovviamente tale operazione richiede alcune attenzioni e verifiche che non possono essere lasciate al caso, quali:

  • La verifica del tempo minimo di maturazione del solaio per poter procedere con il disarmo parziale anticipato;
  • La verifica sulla portata dei puntelli del solaio gettato e di tutti i piani sottostanti una volta eseguita tale operazione di disarmo parziale.
  • La verifica del tempo minimo con cui si può andare a caricare e gettare il solaio del piano superiore, se si eseguisse il getto di tale solaio prima dei 28 giorni di maturazione del solaio sottostante.

In questo articolo analizzeremo solo il primo punto, ovvero quali sono i passaggi per verificare il tempo di maturazione minimo per cui è possibile eseguire il disarmo parziale senza avere fessurazioni nel solaio.

1. Analisi della geometria del solaio e dei materiali

La prima analisi da effettuare è volta a capire qual è la sezione resistente del solaio in oggetto: essa determinerà la resistenza del solaio, e quindi i suoi momenti resistenti, a seconda del tipo di soletta (soletta piena, in laterocemento, alleggerita, monodirezionale, etc. etc.), degli spessori della stessa, e delle caratteristiche del calcestruzzo.

L’obiettivo è quello di arrivare ad assimilare una porzione di solaio ad una trave su più appoggi, corrispondenti alle travi rompitratta rimanenti dopo la fase di disarmo parziale, per analizzarne il comportamento sotto i carichi agenti e quindi determinare la resistenza caratteristica necessaria per sopportare tali carichi.

 

Al fine di capire il comportamento del solaio e la sua resistenza caratteristica in funzione del tempo di maturazione, è inoltre importante conoscere le caratteristiche del calcestruzzo con cui si sta costruendo, ovvero:

  • Peso specifico del calcestruzzo;
  • Tipo di cemento;
  • Resistenza caratteristica (Rck).

 

2. Analisi delle condizioni ambientali e dei carichi agenti

Questa parte è volta ad individuare quali sono i carichi agenti sul solaio durante e dopo la fase di disarmo anticipato, e le condizioni ambientali, soprattutto di temperatura esterna, per capire la velocità di maturazione del calcestruzzo e quindi la sua resistenza caratteristica in rapporto al tempo.

Durante la fase di costruzione i carichi agenti sul solaio sono di due tipi:

  • Peso proprio del solaio: facilmente calcolabile dato il tipo di solaio e la sezione;
  • Carichi di costruzione (materiale, operai, etc.): normalmente vengono considerati minimo 1,50 kN/mq, per tenere conto dei carichi di materiale, operai e casseratura in appoggio sul solaio.

Per quanto riguarda la temperatura esterna, occorre scegliere la temperatura media di maturazione del calcestruzzo nel periodo dopo il getto, cercando di fare attenzione alle escursioni termiche tra il giorno e la notte, ove siano rilevanti. In tal caso si raccomanda di considerare, in favore di sicurezza, un dato di temperatura più basso rispetto alla media pura.

 

3. Calcolo dei momenti

Il calcolo da eseguire è quello agli Stati Limiti di Esercizio, per garantire la non fessurazione del solaio, applicando quindi i relativi coefficienti imposti dalla normativa.

In base ai carichi agenti, vengono quindi calcolati i momenti positivi e negativi nella trave.

Ora, a partire dalla resistenza caratteristica raggiunta a n giorni, ottenuta in base alla curva di maturazione del calcestruzzo (alle condizioni di materiali e di temperatura media presente in cantiere), vengono calcolati i momenti resistenti positivo e negativo massimi sopportabili dalla struttura, così da poterli comparare con quelli ottenuti precedentemente.

 

Se il momento resistente è maggiore dell’agente avremo così ottenuto che sarà possibile il disarmo parziale anticipato dopo n giorni dal getto, in condizione di appoggi lineari (rompitratta) sotto il solaio alla distanza prefissata.

 

4. Conclusioni

E’ così dimostrato che, per quanto riguarda la resistenza del solaio, il disarmo parziale è un’operazione corretta dopo un numero n di giorni di maturazione, e non comporta fessurazioni. Questa operazione permette a chi esegue l’opera di risparmiare notevolmente sul materiale di casseratura, sulle dotazione di casseforme per solai, e sull’utilizzo della gru, permettendo così una maggiore produttività in cantiere.

A questo punto sarebbe necessario assicurarsi che i puntelli rimanenti sotto il solaio abbiano la portata adeguata per sostenere il carico, e soprattutto occorrerà valutare come procedere con i solai successivi in base a come il carico degli stessi si ripartirà sulle strutture verticali ed orizzontali dell’edificio stesso, così da evitare extra-carichi su solai non ancora pienamente maturati, e sui puntelli rimasti. Per queste analisi rimandiamo a prossimi articoli.