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Il nuovo tratto a tre corsie dell’Autostrada A4 è lungo circa tre chilometri e mezzo e interessa i comuni di Gonars (UD) e Bagnaria Arsa (UD). E’ uno dei punti più delicati e strategici dell’asse autostradale perché coinvolge il nodo di interconnessione fra A4 e A23 all’altezza di Palmanova, dove si intersecano i flussi di traffico da e verso Venezia, Udine, Trieste e quelli diretti verso l’Austria e la Slovenia.

Iniziati a ottobre 2017, oltre all’allargamento della carreggiata (da due a tre corsie) gli interventi hanno riguardato la demolizione e costruzione di tre cavalcavia (opere 13, 17 e 18), fra i quali quello sulla direttrice Trieste – Venezia, l’opera principale del primo sub lotto, inaugurato il 2 giugno 2019.

I cavalcavia 13 e 17 consistono in impalcati metallici che poggiano su 8 pile in tutto. Su queste due opere Alsina ha fornito la casseratura circolare delle pile, di altezze tra 5,80 mt e 6,50 mt, e quella speciale dei pulvini, ottenendo un’ottima finitura a vista sui manufatti.

Il cavalcavia 18, l’opera principale, è un manufatto imponente in acciaio e calcestruzzo composto da due campate, lungo 120 metri e la cui struttura in acciaio pesa 530 tonnellate. L’impalcato poggia su due grandi spalle di dimensioni 17,80 x 13,50 mt ed altezza 6,50 mt, gettate in calcestruzzo SCC autocompattante. L’utilizzo di tale calcestruzzo determina un aumento notevole delle pressioni sulla cassaforma, che è stata progettata e calcolata per resistere a pressioni fino a 60 kN/mq. Tali pressioni hanno quindi richiesto l’utilizzo di travi metalliche esterne di rinforzo alla cassaforma ed un abbassamento della velocità di getto a 1 mt/ora. Un’ultima difficoltà di esecuzione è stata la presenza di due rostri inclinati nella parte centrale interna della spalla, dove sono stati progettati appositi sistemi per inclinare le casseforme per muri Alisply Muri, e permettere il getto in posizione fuori standard.

La pila centrale del manufatto, di dimensioni 4,00-5,70 var. x 1,60 x 8,50 mt (b x l x h) e di forma svasata con terminazioni curve, presentava una duplice difficoltà: un ulteriore aumento della pressione esercitata sui pannelli dal calcestruzzo SCC dovuto a dimensioni minori rispetto alla spalla, ed un rischio di curvatura del manto multistrato tra gli elementi metallici dei telai, sempre dovuto alle alte pressioni di getto. Per ovviare a ciò, oltre ad un rinforzo strutturale della cassaforma, si è operato con un raddoppio del manto multistrato di rivestimento, così da aumentarne l’inerzia e quindi azzerare possibili curvature anomale. E’ stata infine imposta una velocità massima di riempimento di 2,00 mt/ora, corrispondente ad una pressione massima di utilizzo della casseratura di 100 kN/mq.

Le sfide legate alla casseratura delle opere di questo cantiere sono state principalmente dovute alle grandi dimensioni dei manufatti e all’utilizzo del calcestruzzo autolivellante SCC, che comporta una pressione sulle casseforme molto più alta dei normali standard’, spiega l’Ing. Ivano Belli, responsabile tecnico del cantiere per conto di Alsina.E’ stata necessaria una collaborazione continua con il cantiere, non solo durante il montaggio per verificarne la correttezza, ma anche durante il getto per evitare anomalie sulla velocità di riempimento. La continua comunicazione tra i tecnici Alsina e i tecnici di cantiere ha permesso di ottenere un ottimo risultato finale, sia in termini di qualità che di sicurezza durante tutte le fasi operative.’